Bruxismo: vediamo cause e soluzioni

Il bruxismo o il digrignare i denti, consiste nello sfregare o serrare i denti in modo involontario, in assenza di deglutizione o masticazione.

Può accadere di notte, durante il sonno, o di giorno.

Si manifesta in due modalità:

  • Il bruxismo dinamico, con movimenti laterali o avanti e indietro.
  • Il bruxismo statico, caratterizzato dal solo serrare i denti, senza emissione di suoni.

In termini scientifici, quali sono le cause del bruxismo?

Cercheremo di spiegare quali sono le cause di questo problema in modo semplice, anche se faremo ricorso a termini scientifici.

Le contrazioni dei muscoli della mascella sono controllate da diversi livelli del sistema nervoso centrale: la corteccia, il tronco cerebrale e il midollo spinale. Questi sono i tre centri di comando del nostro corpo, la sala di controllo, se vogliamo, da cui passano tutte le informazioni.

Il sistema limbico è il centro del comportamento emotivo e delle condotte motivazionali dell’individuo.

Quando una persona è sottoposta a stress, il suo sistema limbico viene stimolato costantemente, andando ad agire su diverse aree del cervello che a loro volta stimoleranno senza interruzioni i muscoli della mascella.
Questa persona si troverà così a digrignare i denti molto spesso, visto che i suoi muscoli sono molto attivi.

Qualche dato

Si stima che il bruxismo riguardi dal 6 all’8% della popolazione adulta, e dal 14 al 38% dei bambini.

bruxismo-bambini

Molti bambini soffrono il bruxismo

Si nota che il numero dei casi tende a diminuire con l’età, l’incidenza cala negli adolescenti e nelle persone di più di 60 anni.

La fascia di età più colpita va dai 20 ai 50 anni.

Un altro aspetto di questo problema è la consapevolezza di esserne affetti, dato che molte persone non sanno nemmeno di averlo, ci riferiamo in particolare alle persone che presentano bruxismo notturno.

Digrignare i denti: le cause

Sono coinvolti numerosi fattori:

  • Problemi anatomici, morfologici, occlusivi della 22mascella e delle articolazioni temporali della mandibola. In genere hanno un ruolo marginale.
  • Problemi psicosociali.
  • L’ansia e lo stress giocano un ruolo molto importante nel digrignare i denti, come ad esempio avviene quando si debbono sostenere degli esami. E’ stato inoltre osservato che il fenomeno si amplifica parallelamente all’aumentare dell’ansia e dello stress. Questa ipotesi relativa allo stress è la più accreditata.
  • L’origine del problema può anche essere nel cervello, nel sistema centrale, dato che in effetti i segnali provengono dalla corteccia, come abbiamo visto in precedenza.
  • Le persone che non sopportano lo stress hanno tendenza ad essere soggette al bruxismo.
  • L’occlusione dentale: una malocclusione può essere un fattore aggravante, anche se questo è un aspetto non condiviso da tutti; alcuni pensano che la malocclusione sia piuttosto una conseguenza, e non un fattore scatenante.
  • L’assunzione di antidepressivi.
  • L’assunzione di droghe come l’ecstasy.
  • Dei traumi cervicali o articolari che possono avere delle conseguenze sull’articolazione della mascella.

Il vizio del fumo raddoppia il rischio di sviluppare il disturbo.

bruxismo fumo

Un delle cause può essere il fumo

L’origine genetica non è chiara, si pensa che ci possa essere una correlazione ma non è stato ancora stabilito con certezza.

Sintomi del bruxismo

Il più frequente è un sintomo indiretto: la comparsa di rumori di sfregamento che sono molto sgradevoli per le persone che li sentono.

Si hanno anche:

  • Dolori muscolari a livello della mascella e dell’articolazione temporo-mandibolare, che possono determinare delle sensazioni di rigidità e limitare l’apertura della bocca.
  • Dolore alle orecchie e acufeni.
  • Dolori muscolari che riguardano il collo, le guance e le spalle.
  • Al risveglio, una sensazione di stanchezza, nonostante le ore di riposo siano state sufficienti.
  • Un’usura eccessiva delle superfici dentali

Digrignare i denti: le conseguenze

A livello dentale

Si osserva un’usura prematura dei denti, dello smalto e della dentina, che può provocare una maggiore sensibilità, ad esempio al freddo. In effetti lo smalto e la dentina sono gli strati che proteggono il dente dalle aggressioni esterne, e la loro usura può renderlo più fragile e meno protetto.

Il dente sarà più suscettibile alle fratture, soprattutto se l’usura è importante. L’assenza dello smalto farà apparire il sottostante colore giallastro che caratterizza la dentina.

L’usura comporta il raggiungimento del nervo e della polpa dentale, che andrà incontro a necrosi, ossia alla sua «morte», rendendo necessaria la devitalizzazione del dente. Inoltre non sarà possibile installare delle protesi, come le corone, dato che si rovineranno troppo rapidamente a causa del digrignamento.

A livello articolare

I muscoli saranno costantemente in tensione, e di conseguenza anche le articolazioni. Si avvertiranno dei dolori, degli irrigidimenti a carico della mascella. Saranno più forti alla mattina e andranno ad aumentare in presenza di stress.

Degli scricchiolii dell’articolazione possono essere uditi quando la mandibola si sposta. Una condizione più grave è quando si ha l’impressione di avere la mascella aperta e bloccata, causata dalla lussazione dell’articolazione o da un’artrosi dell’articolazione.

Chi soffre di bruxismo potrà avere la sensazione che l’apertura della sua bocca sia meno ampia rispetto a prima, e avvertirà dei dolori quando sbadiglia.

Altre conseguenze

Nei casi più gravi, può esserci una distruzione dell’osso alveolare, un aggravamento delle malattie parodontali, dei dolori muscolari a carico della testa e della bocca, per arrivare a un’ipertrofia muscolare (in seguito alle continue sollecitazioni il muscolo si ingrossa in modo anormale).

Digrignare i denti di notte

Il bruxismo notturno rappresenta l’80% dei casi. Durante il sonno la persona digrigna i denti, compiendo dei movimenti involontari e inconsci.

E’ difficile da rilevare, a meno che il partner se ne accorga o il dentista noti un’usura accelerata delle superfici dentali. La patologia può anche essere legata a un disturbo respiratorio del sonno.

Come riconoscerlo?

E’ difficile diagnosticare il digrignamento dei denti che si verifica mentre si dorme. Di solito il partner sente i rumori dello sfregamento durante la notte e lo segnala.

Altrimenti occorre sottoporsi a uno studio del sonno: è un metodo piuttosto impegnativo, ma è anche il più efficace. In effetti occorre passare l’intera notte in ospedale, ma per fortuna non tutti devono sottoporsi a questo esame.

Durante la visita dal dentista, i denti appariranno estremamente abrasi. E’ possibile registrare l’attività dei muscoli (elettromiografia) nel corso della notte. A volte si rende necessaria una diagnosi differenziale, come nel caso di alcuni disturbi motori o neuronali quali tic, epilessia, discinesia o l’apnea notturna.

Una volta fatta la diagnosi, la persona interessata dovrà essere consapevole di avere un problema per poter effettuare una presa in carico efficace.

Bite dentale: la soluzione

bite dentale

Il bite dentale è una soluzione

Il trattamento del bruxismo consiste principalmente nel portare un bite dentale.

Questo apparecchio permette una disclusione, ossia i denti, durante il sonno, non saranno più in occlusione, dato che non potranno più toccarsi, e l’usura e l’abrasione saranno quindi impossibili.

Il bite dentale ha una funzione protettiva, assorbe le forze coinvolte nel serramento e previene il danneggiamento dei denti. Questo apparecchio è fatto su misura per ciascun paziente, e ricopre i denti di un’intera arcata per impedire ai denti dell’arcata opposta di entrare in contatto.

Occorre ricordare che il bite dentale non guarisce dal bruxismo, che sia una causa o un effetto, ma agisce in modo preventivo. Consente alla mascella di rilassarsi, di riposarsi, e ai muscoli di distendersi, diminuendo la pressione subita dalla mascella. Col passare del tempo, il digrignare i denti può sparire e i danni attenuarsi.

Bite dentale, prezzi e rimborsi  

Il bite dentale viene costruito su misura, a partire da un’impronta presa sull’arcata del paziente. Viene prima colato un calco in gesso, per ottenere il modello che servirà al laboratorio per la sua realizzazione. Il prezzo di un bite su misura è molto variabile, può infatti andare dai 150 ai 1000 €. Queste spese si possono detrarre in parte dal 730 ottenendo un rimborso del 19%.

Esistono anche delle soluzioni più economiche in silicone di misura universale, acquistabili direttamente in farmacia che il costo può variare dai 20 ai 70 €.

Altre soluzioni

Rilassarsi

yoga per riassarsi

La pratica dello yoga può aiutare a rilassarsi

Quando il bruxismo ha origine dallo stress o dall’ansia, è possibile ridurlo facendo ricorso a delle tecniche di rilassamento. Si possono praticare delle attività specifiche come lo yoga e la meditazione, o affidarsi ad uno psicoterapeuta.

Affinché queste tecniche siano davvero efficaci, il paziente deve essere totalmente coinvolto nel proprio trattamento, anche perché sono abbastanza costose, ma se effettuate con impegno e determinazione possono dare risultati duraturi.

Si può anche provare a rendere la propria stanza più silenziosa, cercando di isolarla dai rumori.

Diminuire il consumo di alcune sostanze

Le bevande stimolanti possono contribuire alla patologia.
Prima di andare a dormire bisogna evitare di fumare, di bere alcol e caffeina (in ogni sua forma).

Stirare i muscoli masticatori

Quando il bruxismo non ha origini psicologiche, si possono tentare altre soluzioni che possono aiutare nel trattamento, come ad esempio gli esercizi di stiramento dei muscoli della mascella, per distenderli e ridurre la forza esercitata quando ci si trova a serrare i denti.

Applicazione di una vernice

A causa dell’importante usura dei denti, lo smalto e la dentina andranno progressivamente a consumarsi, rendendo il dente più sensibile alle aggressioni del caldo e del freddo.

Per desensibilizzare i denti e ridurre il fastidio provato dal paziente si può applicare una vernice apposita. Si possono adoperare anche dei gel fluorati che hanno la stessa funzione, ma che possono essere applicati a casa senza dover ricorrere al dentista.

I rilassanti muscolari

I muscoli di chi è affetto da bruxismo sono spesso in tensione, e perciò possono provocare dolore. Si può allora ricorrere ad alcuni rilassanti muscolari, ma occorre prima chiedere il parere del proprio medico, dato che alcuni di questi miorilassanti possono dare dipendenza.

Bruxismo nei bambini

Per quanto riguarda i bambini, si dovrebbero privilegiare innanzitutto delle attività calmanti, per diminuire l’ansia e l’iperattività. Il bite non è consigliato per i bambini perché la loro dentatura è ancora in fase di sviluppo e potrebbe creare dei problemi.

Trattamento ortodontico

Per correggere la malocclusione responsabile del digrignamento si può intervenire con un trattamento ortodontico.

Tossina botulinica

Si tratta di una tecnica molto recente, che prevede la somministrazione di tossina botulinica nei muscoli masticatori. La tossina ha l’effetto di ridurre la forza muscolare, limitando perciò i danni subiti dai denti e dai tessuti adiacenti. Gli effetti a lungo termine di questo trattamento però sono ancora da verificare.

Omeopatia

Si può anche provare a ricorrere ad un trattamento omeopatico.

L’ipnosi: una soluzione al bruxismo?

Dato che il digrignare i denti è involontario e inconscio, l’ipnosi può risultare efficace in alcuni casi. Questa tecnica psicologica permette di lavorare sullo stress e sull’ansia, e consente di rendere più profonde le fasi del sonno, poiché si è osservato che i disturbi sono più intensi nelle fasi di sonno leggero.

Si può inoltre cercare di suggerire all’inconscio del paziente di evitare di dormire in posizione supina, perché dormire sulla schiena può intensificare i disturbi.

Conclusioni

Nessun trattamento può garantire la risoluzione completa e duratura del bruxismo, poiché si tratta di un fenomeno involontario e inconscio.
Quando una persona sta digrignando i denti mentre dorme, la cosa più importante e rendersi conto che c’è un problema, di solito grazie al partner o ad un parente che se ne accorge, e prenderne consapevolezza in modo da cercare un trattamento che sia il più possibile efficace.
Le cause sono numerose, ma in genere sono associate allo stress e all’ansia.

Anche le conseguenze purtroppo sono molteplici, e possono interessare i denti con l’usura, i muscoli con i dolori o le ossa e le articolazioni con l’artrosi e i dolori articolari.

Ciononostante il chirurgo dentista sa come prendere in carico il proprio paziente, ed è in grado di limitare i danni a medio e lungo termine, alleviare i dolori e persino eliminare del tutto il problema.