Antibiotico per la parodontite? 💊: la guida completa

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Antibiotico per Parodontite: la Cura Farmacologica per la Piorrea

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Ti stai chiedendo se sia necessario prendere l’antibiotico per la tua parodontite? Vorresti sapere se sia necessaria iniziare una terapia farmacologia in generale? In questo articolo ti parleremo del perché gli antibiotici per la parodontite siano uno dei trattamenti più indicati e di supporto per altre terapie. Parleremo anche dell’importanza della cura della propria bocca e di cosa bisogna fare per evitare questa patologia, oltre che di:

Antibiotico per dente che si muove

Se un dente si muove e provoca dolore o disagio, potrebbe trattarsi di parodontite. Gli antibiotici possono essere prescritti da un dentista nel caso in cui vi sia un’infezione associata al dente. Per combattere l’azione batterica nel cavo orale, è possibile impiegare altri farmaci, nello specifico degli antibiotici.

Terapia antibiotica e farmacologica per curare la piorrea

La terapia antibiotica è particolarmente efficace nel trattare la piorrea. Tramite i farmaci, si va infatti a colpire direttamente la causa primaria del disturbo. I differenti principi attivi presenti in essi sono infatti in grado di azzerare varie specie batteriche, oltre a prevenirne la moltiplicazione. Bloccando la loro diffusione si va ad arrestare l’infezione, permettendo all’organismo di riparare i danni creati.

Per risolvere la patologia, oltre ad utilizzare l’antibiotico, è indispensabile rivolgersi ad un esperto. La terapia da solo non risolve la parodontopatia ma deve essere combinata all’intervento di un professionista.

Cause e sintomi della parodontite

La parodontite è una malattia cronica di tipo infiammatorio. La principale causa di insorgenza è da ricondurre alla proliferazione di numerose specie batteriche che tendono a ricoprire la superficie dentale. Qui, grazie alle sostanze presenti nella saliva, questi batteri sono in grado di formare placca e tartaro. Questi strati particolarmente coriacei sono difficili da rimuovere con le quotidiane azioni di igiene orale, quali l’utilizzo dello spazzolino o del filo interdentale.

Se ti stai domandando se la parodontite sia contagiosa ti invitiamo a leggere il nostro articolo qui.

Se non rimosso e controllato, l’accumulo della placca batterica può portare ad una gengivite, una infiammazione che si manifesta con rossore, gonfiore e sanguinamento. Con il progredire della flogosi, le gengive tendono gradualmente a ritrarsi e a formare le cosiddette tasche parodontali. Qui, l’infezione batterica porterà alla distruzione progressiva dei tessuti molli e ossei a sostegno del dente, il cosiddetto parodonto.

Questo processo può avvenire in forma sintomatica o asintomatica. Nel primo caso, i primi sintomi della parodontite si manifestano tipicamente con alitosi, bruciore, arrossamento e sanguinamento. Successivamente, quando le manifestazioni iniziali diventano più marcate, le gengive tendono a ritirarsi fino ad esporre le radici dei denti. Qui, fastidi di diversa entità vengono accompagnati dalla formazione di spazi interdentali e conseguente mobilità dentale. Nello stadio più avanzato, i denti possono vacillare fino a cadere completamente.

Parodontite (piorrea): cause, sintomi e come curarla senza interventi chirurgici

antibiotico per denti

Data l’eziologia batterica della parodontite, è fondamentale curare innanzitutto la propria igiene orale. Per poter evitare la formazione di placca sarà infatti necessario pulire quotidianamente i denti, in modo da rimuovere la sporcizia.

Oltre ad una corretta igiene orale, è possibile inoltre affidarsi a cure naturali attraverso l’utilizzo di piante ed oli essenziali. In particolare, prodotti a base di aloe vera, malva, betulla e argilla posso aiutare a contenere il processo infiammatorio. Propoli, salvia e tea tree invece risultano utili per la loro azione antibatterica e disinfettante.  Infine, echinacea e eleuterococco possono supportare la guarigione, grazie alle loro proprietà immunostimolanti.

E’ sempre importante ricordare che tali trattamenti non sono sufficienti a curare efficacemente la parodontite.

Per questo motivo sarà necessario sottoporsi ad una visita specialistica per capire le possibili azioni da intraprendere. Tra le principali soluzioni suggerite dal dentista rientrano tipicamente gli interventi chirurgici, quali l’estrazione dei denti colpiti, la rimozione profonda del tartaro o, nei casi più gravi, l’innesto di tessuto molle e osseo.

Queste azioni possono essere accompagnate o seguite dalla terapia farmacologica e dall’impiego di differenti classi di farmaci.

Farmaci per curare la parodontite

In base alla gravità della malattia e allo stato di salute del paziente, è possibile utilizzare differenti classi di farmaci in grado di affrontare vari aspetti della piorrea.

  • Per contrastare il dolore e l’infiammazione delle gengive si può far affidamento a farmaci antinfiammatori non steroidei – i cosiddetti FANS – dall’azione sfiammante e analgesica. In questa classe rientrano l’ibuprofene, l’acido acetilsalicilico e il naproxene. Brufen, Moment, Aspirina e Aleve sono alcuni dei farmaci più noti appartenenti a queste categorie.
  • Invece, per combattere l’azione batterica nel cavo orale, si consiglia l’uso di antibiotici. Tra i principali utilizzati, rientrano ad esempio la doxiciclina, la cefotaxima, l’amoxicillina e la clorexidina. Si tratta di prodotti largamente sfruttati per combattere le infezioni batteriche del cavo orale e non solo. L’utilizzo di uno o dell’altro sarà deciso dal medico e varierà in base allo stato clinico del paziente e alla presenza eventuale di altre condizioni patologiche.

Chiedi al dentista

Parodontite: a chi rivolgersi?

Se pensi di soffrire di Parodontite devi rivolgerti sicuramente al tuo dentista per una conferma della diagnosi. Solo un professionista infatti può diagnosticare correttamente la patologia e indicare il trattamento più corretto per risolvere la problematica. La figura più indicata è quindi il dentista oppure il Parodontologo, l’odontoiatra che s’interessa della diagnosi e cura delle malattie parodontali. Il Parodontologo si occupa in modo esclusivo dei tessuti di supporto dei denti (gengiva, legamento parodontale, cemento radicolare e osso alveolare) e delle malattie che colpiscono questi tessuti

Dr. Jacopo Maria Saletta

Come scegliere l’antibiotico per gengive infiammate

Come appena descritto, la terapia farmacologica può appoggiarsi ad un grande numero di antibiotici. La loro azione differisce a causa dei differenti principi attivi impiegati, più efficaci per alcune specie batteriche rispetto ad altre.

Per poter scegliere il miglior antibiotico e massimizzare l’efficacia del trattamento è fondamentale affidarsi al proprio medico o dentista di fiducia. Non è infatti possibile, né consigliata, l’auto-prescrizione di antibiotici da parte del paziente.

Gel antibiotico per parodontite

Esistono antibiotici per uso locale o topico che si presentano sottoforma di gel e che possono essere applicati in zone specifiche della bocca, ad esempio in una specifica tasca parodontale non ancora guarita dopo un intervento di tipo meccanico.

Ci sono delle controindicazioni all’uso degli antibiotici?

Si tratta pur sempre di farmaci e dunque con possibili controindicazioni ed effetti collaterali. Prima di intraprendere questo tipo di trattamento quindi, sarà fondamentale considerare l’eventuale presenza di altre condizioni patologiche e trattamenti farmacologici in corso. In particolare, nel caso in cui si soffra di insufficienza renale o epatica.

Come fermare la parodontite?

tasche gengivali antibiotico

Per rallentare l’avanzare della piorrea possono essere intraprese diverse cure farmacologiche. Come abbiamo già detto, sono molto indicati i FANS perché alleviano dolore e infiammazione, in particolare: ibuprofene (Brufen, Moment), acido acetilsalicilico (Aspirina), naproxene (Aleve, Prexan).

Esistono anche rimedi naturali altrettanto validi, ma conviene consultare il medico per scegliere quelli più adatti e che, eventualmente, non entrino in contrasto con la terapia farmacologica.

Premesso che i prodotti di erboristeria, quindi di origine naturale, non sostituiscono i trattamenti odontoiatrici e farmacologici in grado di rimuover efficacemente l’infezione, essi possono alleviare i sintomi e velocizzare la guarigione grazie alle loro proprietà benefiche.

Tra i rimedi naturali per la piorrea si trovano: aloe vera e betulla (antinfiammatorie), equiseto contro il sanguinamento gengivale, echinacea ed eleuterococco (immunostimolanti), propoli (anestetica e cicatrizzante), salvia (disinfettante), tarassaco per l’alto contenuto di calcio.

Piorrea: le nuove strategie per sconfiggerla

Fra i trattamenti più innovativi per eliminare la piorrea troviamo quello basato sulla tecnologia laser che consente di non utilizzare il bisturi. Proprio per questo, si tratta di una cura decisamente meno invasiva e dolorosa che permette di raggiungere risultati più precisi, con tempi di ripresa più brevi rispetto ad un intervento chirurgico.

Un moderno dispositivo come il laser è sempre più utilizzato per la cura di diverse patologie. Nel caso della parodontite, costituisce un trattamento valido soprattutto nei casi di parodontite grave o cronica. I benefici da evidanziare sono diversi: è indolore e rapido, non richiedere anestesia né sutura, è precisio ed evita il danneggiamento di tessuti circostanti alla zona da trattare. Permette infatti di raggiungere le aree più nascoste penetrando anche nelle tasche parodontali rimuovendo e distruggendo i batteri presenti garantendo così una rapida rigenerazione dei tessuti parodontali.

Conclusioni

Ci teniamo a ribadire che il modo migliore per prevenire la parodontite è prendersi cura della propria bocca con un’adeguata igiene orale per evitare la formazione di batteri che possono attacare il parodonto.

Abbiamo visto che una terapia antibiotica risulta utile per sconfiggere l’infezione nei casi più lievi, in quelli più gravi o cronici potrebbe essere necessario un intervento chirurgico o laser. Visite periodiche dal dentista risultano fondamentali per affrontare il problema quanto prima ed evitare la perdita dei denti.

Domande frequenti

Cosa usare per sfiammare le gengive?

Si può utilizzare un colluttorio dalle proprietà calmanti oppure optare per rimedi antinfiammatori naturali come l’aloe vera, i cui principi attivi sono contenuti in diversi prodotti di erboristeria.

L’infiammazione delle gengive è detta gengivite e oltre ad avere effetti esteticamente sgradevoli, provoca dolore e sanguinamento in risposta a stimoli anche lievi.

Come si cura la parodontopatia?

Con operazioni chirurgiche per rimuovere placca e tartaro e dunque eliminare i batteri e le relative tasche parodontali, oppure tramite nuove tecnologie come il laser.

Ancora, gli stati lievi possono essere trattati con farmaci antibiotici o rimedi di origine naturale che coadiuvano una rapida guarigione ma non devono intendersi come sostituti dei trattamenti odontoiatrici per rimuovere il disturbo con efficacia.

Come rinforzare i denti che si muovono?

È importante agire non tanto sulla mobilità dentale ma sulla causa scatenante, un rimedio efficace è quello del courettage, ossia la levigatura delle radici per una pulizia profonda che elimina anche le parti morte di cemento radicolare, lasciando spazio alla formazione di nuove strutture sane.

Altre opzioni per limitare la mobilità dentale sono: la terapia paradontale conservativa e lo splintaggio (legatura in fibra di vetro e composito per sostenere il dente).

Autori:
Belén Maviglia
Belén Maviglia
Redattrice specializzata nel settore dentale e del benessere, Belén è anche un'esperta di comunicazione digitale.
Revisionato dal punto di vista medico da:
Dottor Jacopo Maria Saletta
Dottor Jacopo Maria Saletta
Il Medico Dentista Jacopo Maria Saletta si è laureato in Odontoiatria presso la Universidad Europea de Madrid UEM.