Gengivite: trattamento e sintomi

La gengivite è una malattia delle gengive che si sviluppa lentamente ma che è piuttosto diffusa: nei casi più avanzati comporta anche una malattia più grave, la parodontite, che provoca la perdita dei denti e la distruzione dell’osso in cui sono infissi.

Un dato ancor più allarmante, rivelato da un recente studio condotto dall’OMS, è che questa malattia riguarda più dei tre quarti delle persone tra i 35 e i 45 anni, e più della metà degli adolescenti di oltre 15 anni. Eppure può essere evitata mettendo in pratica delle semplici regole igieniche, come spazzolarsi i denti con regolarità e utilizzare ogni giorno un idropulsore, per evitare la formazione del tartaro.  Questa malattia è causata principalmente dal deposito di batteri della placca dentale, che si forma ogni giorno sui denti. Se si vuole evitare la gengivite è sufficiente quindi avere un certo metodo e una buona cura della propria igiene orale, soprattutto quando se ne conoscono le cause e i sintomi. Di seguito Dottordentista.com cerca di fare chiarezza sull’argomento.

Gengivite: le tre fasi 

gengivite

Come appare una gengiva infiammata

Con il termine gengivite si possono indicare delle affezioni alquanto simili, che tuttavia presentano delle fasi evolutive differenti e abbisognano perciò di trattamenti adeguati e mirati. Identifichiamo principalmente 3 fasi:

  • Gengivite : si manifesta con un leggero sanguinamento durante lo spazzolamento dei denti e l’utilizzo del filo interdentale. Le gengive infiammate sono spesso rosse e gonfie. Si tratta di una condizione trattabile, poiché l’osso e il tessuto connettivo che mantengono i denti al loro posto non sono ancora stati compromessi.
  • Parodontite : in questa fase evolutiva, l’osso e i tessuti che supportano il dente sono irrimediabilmente compromessi. In certi casi le gengive formano delle tasche dove si insinuano i residui di cibo e la placca. Per arginare la malattia occorre a questo punto attuare un trattamento specifico, che può prevedere la chirurgia parodontale e una migliore cura della propria igiene orale.
  • Parodontite avanzata : giunti a questo stadio, le fibre, i tessuti e l’osso che supportano i denti sono distrutti, comportando anche la presenza di denti che si muovono, o che cadono dalla loro sede. Possono presentarsi delle variazioni nell’occlusione dentale, e in assenza di un trattamento efficace, si possono perdere i denti.

Cause della gengivite

La placca dentale, la vera responsabile della gengivite, è composta da batteri e da piccole particelle di cibo di cui si nutrono. Ogni giorno nuovi batteri e residui si sommano per andare a formare quel deposito biancastro chiamato placca dentale (vedi immagine sopra). Se questo deposito non viene eliminato con uno spazzolamento efficace e con l’utilizzo di un idropulsore dentale, si indurisce e si trasforma in tartaro, uno strato calcareo molto duro, sotto al quale continuano a proliferare i batteri che attaccano i tessuti parodontali.

Lo spazzolamento dei denti non ha alcuna efficacia contro il tartaro e solamente il tuo dentista può toglierlo grazie alla detartrasi (la cosiddetta pulizia dei denti). Purtroppo, alcune persone sono più esposte rispetto ad altre alle affezioni croniche delle gengive, come ad esempio chi è affetto da diabete, AIDS o da leucemia. Altre condizioni che possiamo associare a una elevata probabilità di presentare questa malattia sono le seguenti:

  • la pubertà
  • la gravidanza
  • la menopausa
  • il tabagismo
  • presenza di otturazioni e corone eseguite male
  • alcuni fattori ereditari
  • allergie ad alcuni alimenti
  • una carenza di vitamina C (scorbuto)
  • una carenza di niacina (vitamina B3) (pellagra)
  • l’utilizzo di certi farmaci, inclusa la pillola contraccettiva
  • l’allineamento errato dei denti o di protesi installate male (ad esempio le corone)
  • denti disallineati (più difficili da pulire correttamente)
  • scarsa igiene orale mentre si indossa un apparecchio dentale

Occorre sottolineare che le donne incinte sono particolarmente vulnerabili alla gengivite. Gli sconvolgimenti ormonali e il tartaro comportano spesso la produzione di una notevole quantità di tessuti gengivali. Perciò le infiammazioni gengivali si presentano regolarmente nel corso della gravidanza. In via precauzionale, le donne incinte dovrebbero andare spesso dal proprio dentista per un controllo, sia durante la gravidanza, sia qualche mese dopo il concepimento. Le donne in post-menopausa possono allo stesso modo essere soggette a un’affezione dolorosa chiamata gengivite desquamativa. Lo strato esterno della gengiva si stacca dai denti, che perciò non sono più saldi e correttamente ancorati. Le terminazioni nervose si trovano quindi esposte e provocano nei pazienti la comparsa di dolori molto intensi.

La gengivite è contagiosa?

Oramai è chiaro che la maggioranza delle persone affette da malattie gengivali hanno un soggiacente disturbo medico o stanno attraversando delle variazioni ormonali che le rendono più suscettibili all’azione dei batteri.

Ma allo stesso tempo i batteri del cavo orale si diffondono con la saliva. In teoria quindi la gengivite si può diffondere attraverso un bacio o con la condivisione di strumenti per l’igiene orale. Se tuttavia hai le gengive in buona salute e mantieni una corretta igiene orale, non dovresti correre alcun rischio dal contatto con un soggetto che presenta questa malattia.

Sintomi della gengivite

La gengivite semplice si manifesta il più delle volte con i seguenti sintomi:

  • Gengive gonfie e rosse
  • Gengive Sanguinanti (in particolare quando ci si spazzola i denti, o a contatto con alcuni alimenti)
  • Alito cattivo piuttosto intenso e che si presenta in modo costante o frequente
  • Macchie rosso-violacee sulle gengive
  • Gengive ritirate
  • Cattivo sapore in bocca
  • Denti sensibili al caldo e al freddo. La malattia del parodonto è di solito completamente indolore fino a stadi piuttosto avanzati, a differenza di molte altre patologie dentali. La diagnosi può quindi essere problematica, anche perché possono non esserci sintomi visibili.
    L’assenza di dolore associato alle malattie delle gengive rende fondamentale un regolare controllo di tutti quei sintomi che potrebbero indicarne la presenza. Altrimenti potrebbe svilupparsi in una parodontite senza nemmeno ce ne rendiamo conto.Nelle fasi avanzate della malattia gengivale o di specifiche patologie delle gengive, si possono presentare altri sintomi ancor più preoccupanti, che includono :
  • Denti che si muovono
  • Denti disallineati (puoi sentire che si sono spostati quando serri le mascelle)
  • Pus che fuoriesce dagli spazi tra dente e gengiva (indice di un’infezione o di un ascesso)
  • Gengive color rosso acceso
  • Numerose piaghe  grigie o gialle sulle gengive o sulla parte interna delle guance.

Una delle caratteristiche cruciali della gengivite è che in genere è completamente indolore, e si inizia ad avvertire disagio solo quando si trova già ad uno stadio piuttosto avanzato. Questa sua caratteristica può renderla difficile da diagnosticare per tempo.

Per questo raccomandiamo di osservare bene le proprie gengive quasi ogni giorno, e di tenere in considerazione le malattie gengivali al pari di quelle dentali.

Per concludere, nei casi di gengivo-stomatite erpetica, le gengive assumono anche qui un colore rosso molto acceso. Questa malattia è facilmente identificabile, visto che è particolarmente dolorosa e si manifesta con la comparsa di piccole ulcere bianche e gialle sulle gengive e all’interno delle guance.

Trattamento dalla gengivite: come evitare di doverla curare

spazzolare i denti

Una corretta igiene orale può prevenire la gengivite

Il trattamento consiste essenzialmente di una pulizia dei denti regolare (ogni 3 o 6 mesi nei casi cronici) e nell’attuazione di rigorose norme igieniche.

Come evitare la gengivite e la sua ricomparsa:

  • Un corretto spazzolamento permette di eliminare la maggior parte della placca, almeno quando si è ancora nelle prime fasi. Un’igiene orale quotidiana consente di prevenire l’accumularsi della placca.
  • L’utilizzo di un idropulsore, detto anche jet dentale, dopo lo spazzolamento permette di eliminare la placca dentale e anche il tartaro che si forma nelle aree irraggiungibili col solo spazzolino. Per le persone particolarmente soggette a problemi gengivali è un apparecchio davvero indispensabile (vedi qui la nostra guida completa).

E’ più efficace del filo interdentale e consente anche di eliminare i batteri presenti sulle gengive senza farle sanguinare. E’ quindi chiaro che l’igiene dentale è il solo modo per prevenire la ricomparsa di questa malattia.

Gengivite Parodontite Avanzata
Sintomi Gengive arrossate, gonfie o sanguinanti, alito cattivo Incrostazioni di tartaro;
gengive ritirate; denti che si muovono
Denti che si muovono;
dolore durante la masticazione
Gravità Leggera infiammazione
dei tessuti gengivali
Infezione dei tessuti gengivali Grave infezione dei tessuti
e dell’osso
Effetti sulla salute orale Nessun effetto a lungo termine
se trattata precocemente
Danni irreversibili ad osso e tessuti Distruzione di osso e tessuti;
possibile perdita di denti o disallineamento
Trattamento Pulizia dei denti (detartrasi)
da un igienista; migliore igiene orale
Detartrasi, levigatura delle radici
o chirurgia per eliminare l’infezione
Chirurgia, possibili innesti
ossei e estrazione di denti
Prevenzione Corretta igiene orale e regolari
visite dentistiche
Mantenere una corretta igiene orale
e fare attenzione alla comparsa di sintomi
Rivolgiti a un dentista se pensi
di avere una malattia del parodonto

Cura della gengivite

  • L’unica cosa che si può fare per togliere la placca che si è accumulata e trasformata in tartaro è ricorrere ad un dentista, che effettuerà una pulizia dei denti approfondita per eliminare il tartaro sopra e sotto le gengive.
  • Potrebbe anche essere prescritto uno speciale dentifricio per aiutare a ridurre l’infiammazione.
  • Nei casi più gravi e avanzati occorre spesso ricorrere a una levigatura radicolare (chirurgia dentale) per appianare le irregolarità presenti sulle radici ed evitare per quanto possibile l’insorgenza di placca dentale su di esse.
  • In seguito si dovrà adottare un’irreprensibile igiene orale (spazzolamento e idropulsore ogni giorno) per evitare delle ricadute. In commercio si possono anche reperire dei collutori antibatterici che possono essere molto utili, o in certi casi necessari. Quelli più specifici sono a base di Clorexidina, che contrasta energicamente la proliferazione batterica.
parodontite

La parodontite può essere una conseguenza della gengivite

Quando si tratta invece di parodontite, la pulizia profonda dei denti o la chirurgia parodontale sono inevitabili. Questa operazione richiede l’apertura delle gengive per poter raggiungere le aree infettate. Il tessuto e le fibre in questione vengono quindi ripiegati per poter decalcificare la base del dente.

In alcuni casi rari e critici della malattia, occorre procedere con degli innesti ossei per rimpiazzare le parti danneggiate.

E’ senz’altro preferibile non dover giungere a tanto. E’ sufficiente adottare una corretta igiene orale e trattare la malattia non appena si manifesta.

Altri tipi di gengivite

In casi molto specifici possono manifestarsi altri tipi di gengivite:

Gengivite ipertrofica

In genere è causata dall’assunzione di farmaci (alcuni antiepilettici) e si manifesta con un aumento del volume delle gengive che può aggravarsi fino a formare delle protuberanze.

Gengivite ipertrofica localizzata  (gravidica)

Spesso si origina in conseguenza delle variazioni ormonali che interessano le donne incinte. Si manifesta con uno pseudotumore (benigno) di colore rosso acceso alla base di uno o più denti, che può sanguinare copiosamente.

Gengivite ulcero-necrotica

In genere è la conseguenza di un’altra grave malattia, o di un forte stress. Si contraddistingue per la presenza di una gengiva che sanguina in modo importante e un dolore intenso. Insorge spesso repentinamente in seguito ad un forte stress o ad un evento traumatizzante.

Oggi inoltre è stato chiaramente dimostrato che l’infiltrazione di numerosi batteri attraverso le gengive rappresenta una fonte di diffusione in grado di andare a raggiungere tutto l’organismo e capace di provocare gravi disturbi ad altri organi o funzioni fisiologiche: cuore, diabete, malattie digestive e persino alcune forme di cancro.

Queste conseguenze, che possono protrarsi per lungo tempo, ci fanno capire chiaramente come un regolare controllo dal proprio dentista possa essere importante per la nostra salute generale.

Trattamento delle gengiviti a casa

Si possono contrastare a casa lievi disturbi delle gengive semplicemente migliorando le proprie abitudini di igiene orale come già detto in precedenza. Tuttavia senza una visita dal dentista non potrai accertare quanto avanzata è l’infezione in atto.

Se ad esempio hai delle incrostazioni di tartaro lungo la linea gengivale i batteri continueranno a erodere i tuoi tessuti gengivali e l’osso. Non è un problema che può essere risolto con la sola igiene orale, l’unica soluzione è rivolgersi ad uno specialista per procedere ad una completa detartrasi. Non cercare di rimuovere il tartaro a casa con metodi impropri, rischi solamente di danneggiare lo smalto dei denti o di ledere i tessuti gengivali.

Il trattamento della gengivite è rimborsato ?

Proprio perché si tratta di una malattia vera e propria, il nostro SSN prevede un rimborso del 19% al lordo della franchigia di 129,11 € per i trattamenti atti a curare la gengivite, inclusa la pulizia dei denti e la detartrasi completa. Una visita di controllo, che comprende diagnosi, raccomandazioni e una pulizia dei denti (se necessaria), può costare dai 90 euro nelle piccole città del Sud per arrivare ai 250-300 € nelle grandi città del Nord.

Detto questo, in alcuni stadi avanzati della malattia possono essere necessari dei trattamenti aggiuntivi. Per questa ragione è importante sottoscrivere una polizza complementare che copra adeguatamente le spese dentistiche, in particolar modo se si è soggetti a delle gengiviti che si ripresentano regolarmente o se ci si trova in uno stadio avanzato della malattia.