Avulsione Dentaria: Quando è Necessario Togliere un Dente
I denti definitivi iniziano a spuntare verso i 6 anni, e sostituiscono man mano i denti da latte. Questa seconda serie di denti rimarrà nella nostra bocca per tutta la vita.
Eppure capita spesso che a causa di un dente cariato, di un’infezione o di altri problemi dentali il nostro dentista sia costretto a procedere con un’estrazione dentaria.
Questa drastica soluzione viene adottata solamente se non è possibile salvaguardare il dente o i denti in questione, fatta eccezione per i denti del giudizio, che vengono comunemente estratti per evitare ulteriori problemi.
Questo intervento dentale, per quanto estremamente comune, è quello che più intimorisce i pazienti. Si ha paura dell’intervento stesso, dell’anestesia, del dolore post-operatorio…
È un trattamento che provoca molti dubbi ed angosce. Per rispondere agli interrogativi e placare tali timori noi di Dottordentista.com abbiamo deciso di redigere questa guida completa sull’avulsione dentale.
I principali motivi per cui occorre sottoporsi ad un’avulsione dentaria

Come si intuisce dal nome stesso, un dente definitivo dovrebbe durare per tutta la nostra vita, in particolar modo se osserviamo un’impeccabile igiene orale. Purtroppo può capitare che un dente si indebolisca e non possa essere salvato dal dentista.
Ecco le principali cause che possono portarci a dover estrarre un dente :
- Un dente gravemente cariato che non può essere salvato.
- Un dente fessurato o fratturato per un incidente o una caduta.
- Un dente del giudizio che provoca dolore.
- Un dente compromesso da un grave ritiro gengivale (spesso conseguenza di una malattia gengivale) e che si muove.
- Un dente da latte che non cade e non lascia spazio al dente definitivo.
- Un’infezione periapicale.
- Una frattura della radice.
- Un intervento per creare spazio sull’arcata dentale in vista di un trattamento ortodontico.
Prima di procedere con l’estrazione il dentista valuta attentamente i pro e i contro dell’intervento.
Le conseguenze di un estrazione dentale

Come è logico, sottoporsi ad un’estrazione dentale significa che verrà a mancare un dente sull’arcata.
Lo spazio vacante lasciato dal dente estratto può rappresentare un problema, poiché i denti adiacenti tenderanno a spostarsi per riempire questo vuoto.
Tali movimenti naturali possono determinare la formazione di spazi interdentali in cui tenderanno ad accumularsi i residui alimentari, aumentando il rischio di carie e di malattie gengivali.
Inoltre il dente antagonista andrà a cercare il suo vecchio punto di contatto, e perciò tenderà a scalzarsi dal suo alveolo. Questo fenomeno può dare luogo a sensibilità dentale nel punto in cui la radice è esposta. Nei casi più gravi se il dente non riesce a trovare un punto di contatto può anche scalzarsi completamente e cadere.
La mancanza di un dente può anche pregiudicare la masticazione, dato che i denti rimanenti saranno sottoposti ad una maggiore usura.
Per concludere in certi casi la perdita di struttura ossea nella bocca si traduce in un cedimento del viso che comporta un invecchiamento prematuro.
Per evitare queste spiacevoli conseguenze occorre sostituire il dente mancante. Tra le varie soluzioni disponibili ricordiamo il ponte