Come lavare i denti: la guida completa

Spazzolarsi i denti è essenziale per mantenere una buona igiene orale, poiché permette di evitare le carie e le altre patologie della bocca e dei denti. È un’abitudine quotidiana che si instaura sin dall’infanzia, diventando ben presto un rituale così radicato nella vita di tutti i giorni da sembrarci del tutto naturale. Ed è un bene!

Tuttavia  le raccomandazioni degli esperti su come spazzolarsi correttamente i denti cambiano e si evolvono col passare del tempo, e non sempre riusciamo ad adattare le nostre abitudini di conseguenza. Sembra infatti che l’85% degli italiani non si lavino i denti in modo corretto, perché utilizzano male lo spazzolino oppure perché non si spazzolano abbastanza a lungo o con la giusta frequenza.

Chi tra noi può affermare con assoluta sicurezza di sapere proprio tutto su quella che è la pratica igienica più importante per la nostra salute orale?

Dottordentista ti propone questa guida completa per fare il punto su alcuni luoghi comuni e per aggiornarti sugli ultimi sviluppi che riguardano lo spazzolamento dei denti.

  1. A che età bisogna iniziare a spazzolarsi i denti?
  2. Con quale frequenza e per quanto tempo?
  3. Quale spazzolino e quale dentifricio usare?

Scopriamolo assieme.

A che età iniziare a lavare i denti del bebè?

quale-eta-spazzolare-dentiÈ importante instaurare le corrette abitudini dell’igiene orale sin dalla comparsa dei primi dentini. Spetta ai genitori occuparsi dell’igiene orale del bebè utilizzando gli strumenti adatti:

  • A partire dai 3 mesi si può dare al bebè un massaggia-gengive in gomma naturale per alleviare i dolori causati dalla dentizione
  • Per pulire i primi dentini è sufficiente un panno imbevuto di soluzione fisiologica o di acqua tiepida
  • Dopo i 18 mesi si può utilizzare un piccolo spazzolino a setole morbide con una minima quantità di dentifricio per bambini

Lo spazzolino deve essere sciacquato e riposto con cura dopo ogni utilizzo e non dovrebbe mai essere condiviso con altri bambini.

A partire dai 2 anni, o quando il bambino raggiunge la coordinazione necessaria, è consigliabile lasciargli fare i suoi primi tentativi con lo spazzolino, per poi renderlo autonomo verso i 4 anni. Ovviamente durante queste fasi di apprendimento deve essere sempre presente un adulto: all’inizio per dare l’esempio al bambino mostrandogli come deve fare, e in seguito per assicurasi che si spazzoli i denti correttamente.  

Per quanto riguarda la tecnica di spazzolamento gli esperti suggeriscono di iniziare pulendo prima le superfici masticatorie, poi la superficie esterna dei denti e infine quella interna, per un tempo complessivo di almeno 3 minuti.

Per saperne di più sulla pulizia dei denti del bebè puoi guardare questo video molto esauriente:

 

È davvero necessario spazzolarsi i denti tre volte al giorno?

Osservando le raccomandazioni fornite dai professionisti della salute orale di nazionalità diverse ci accorgiamo che esistono opinioni contrastanti riguardo alla frequenza di spazzolamento ritenuta ottimale (2 o 3 volte al giorno), e alla durata di ogni sessione (2 o 3 minuti e più).

In Italia fino a qualche anno fa il Ministero della Salute raccomandava di lavarsi i denti 3 volte al giorno, dopo i pasti principali, e per almeno tre minuti.

utilizzo-filo-interdentaleOggi queste raccomandazioni sono diventate meno rigide, e anche i professionisti consigliano di lavarsi i denti almeno due volte al giorno, insistendo in particolar modo sull’importanza dello spazzolamento serale. Lavarsi i denti dopo pranzo sembra invece essere considerato un po’ meno importante, anche perché la placca dentale responsabile delle carie ha bisogno di una dozzina di ore per formarsi.

In conclusione, se lo spazzolamento è eseguito correttamente ed è associato ad altre misure d’igiene orale (utilizzo del filo interdentale e del collutorio, seguire un’alimentazione varia ed equilibrata, recarsi regolarmente dal dentista, ecc.) è sufficiente lavarsi i denti due volte al giorno per mantenere una buona salute orale.

Le nostre raccomandazioni sul tempo minimo di spazzolamento

Lavarsi i denti con una certa frequenza non è sufficiente; se vogliamo assicurarci una buona salute orale dobbiamo considerare anche il tempo che dedichiamo allo spazzolamento.  

In passato i professionisti raccomandavano di lavarsi i denti per almeno tre minuti. Tuttavia questa indicazione non era molto seguita, visto che meno di una persona su quattro affermava di rispettarla, e la durata media di spazzolamento si aggirava piuttosto tra i 43 e i 57 secondi…  

Oggi si ritiene che uno spazzolamento di due minuti effettuato in modo corretto sia sufficiente per pulire con cura tutte le superfici di ciascun dente e per eliminare la placca dentale.

Per rispettare il tempo minimo di spazzolamento puoi utilizzare una piccola clessidra o il timer del tuo cellulare, oppure puoi ammodernarti passando allo spazzolino elettrico connesso. È molto utile, soprattutto per i bambini!

La giusta procedure per lavare bene i denti

Innanzitutto è bene ricordare che non bisogna spazzolarsi i denti subito dopo aver terminato il pasto. L’acidità di alcuni alimenti associata allo sfregamento delle setole sui denti potrebbe favorire l’abrasione dello smalto. Per questa ragione è meglio aspettare almeno mezz’ora.

Per quanto concerne la tecnica di spazzolamento, l’associazione nazionale dei dentisti italiani consiglia di seguire queste 4 regole fondamentali :

  • Spazzolare separatamente l’arcata superiore e quella inferiore
  • Effettuare dei movimenti circolari dal basso verso l’alto per spazzolare sia i denti che le gengive
  • Inclinare lo spazzolino a 45°
  • Pulire tutti i denti seguendo sempre lo stesso percorso

Infine non dobbiamo dimenticarci di spazzolare la lingua, soprattutto la sera, poiché di notte produciamo meno saliva e siamo meno protetti dalla placca dentale (la saliva infatti contiene un fattore che ne inibisce la formazione).

È consigliabile utilizzare il filo interdentale almeno una volta al giorno, per rimuovere gli eventuali residui di cibo incastrati tra i denti. Per farlo basta tagliare un lungo tratto di filo, avvolgerlo sui due pollici per metterlo in tensione e farlo scivolare tra i denti.

Per completare lo spazzolamento serale possiamo utilizzare anche lo spazzolino interdentale o l’idropulsore, entrambi molto efficaci per ottenere una perfetta igiene del cavo orale.

Spazzolino manuale o spazzolino elettrico?

spazzolino-manuale-o-elettricoSempre più persone scelgono di utilizzare lo spazzolino elettrico, e i grandi marchi fanno a gara per proporre dei modelli sempre più performanti e facili da usare.  

Anche i dentisti consigliano di passare allo spazzolino elettrico, poiché lo ritengono più efficace rispetto al classico spazzolino: in effetti sembra che sia due volte più efficace nell’eliminare la placca.  

Tra gli altri vantaggi, ricordiamo :

  • La sua delicatezza: grazie ai suoi sensori di pressione lo spazzolino elettrico può regolare autonomamente la sua azione, risultando quindi meno aggressivo per denti e gengive !
  • La facilità di utilizzo: i movimenti circolari della testina corrispondono a quelli consigliati per lo spazzolamento tradizionale; è impossibile sbagliarsi !   
  • L’ergonomia: la forma e le dimensioni della testina permettono di raggiungere tutti gli angoli della bocca, compresi gli spazi interdentali.
  • La rapidità: sono sufficienti due minuti per un’igiene orale impeccabile.
  • È divertente: piace ai bambini perché può rendere più allegro il momento di lavarsi i denti!

Ecco una tabella comparativa che riassume chiaramente i vantaggi e gli inconvenienti dei due tipi di spazzolino:

Tipo di spazzolinoVantaggiInconvenienti
Spazzolino manuale Non ha bisogno di pile o di ricarica. È comodo da portare con sé (ad es. in ufficio). È meno costoso di quello elettrico Per risultare efficace bisogna saperlo utilizzare correttamente. Raggiunge meno facilmente le zone interdentali. Lo sforzo richiesto può scoraggiare i più piccoli.
Spazzolino elettrico Offre una pulizia più efficace e con movimenti sempre perfetti. Raggiunge facilmente tutte le zone della bocca. I sensori di pressione evitano di rovinare lo smalto. Alcuni modelli hanno un timer integrato. Si ottengono risultati migliori con uno sforzo minimo. I bambini si divertono ad utilizzarlo. Costa di più rispetto allo spazzolino manuale. È più pesante e meno comodo da portare con sé. Va ricaricato regolarmente.

Ad ogni modo è importante ricordare che con lo spazzolino elettrico la tecnica di spazzolamento è leggermente diversa. Se vuoi saperne di più puoi guardare il video qui sotto che spiega l’utilizzo di uno spazzolino Oral-B:

Che cos’è lo spazzolino elettrico connesso?

Grazie ai progressi della tecnologia l’efficacia degli spazzolini elettrici è in continua evoluzione. Oggi possiamo avvalerci di modelli estremamente sofisticati che ci consentono di migliorare la nostra tecnica di spazzolamento : mentre ci laviamo i denti i sensori integrati nello spazzolino raccolgono numerosi dati, che vengono poi inviati tramite Bluetooth ad una app installata sul nostro smartphone.

Il funzionamento degli spazzolini elettrici connessi si basa sugli stessi principi adottati dagli altri spazzolini elettrici: possono perciò essere oscillanti-rotanti oppure sonici. Ciò che li differenzia è la connessione Bluetooth, che gli permette di inviare sullo smartphone i dati rilevati (ad esempio le zone che sono state spazzolate e quelle trascurate, l’intensità e la pressione esercitate, ecc.), al fine di elaborare delle strategie per migliorare la qualità dello spazzolamento.

Si tratta di un’innovazione davvero utile, ma è anche molto divertente, e può essere utilizzato da tutta la famiglia!

Si può fare a meno del dentifricio?

utilizzo-dentifricioIl dentifricio sta allo spazzolino come la farina sta al pane… è indispensabile!

I diversi tipi di dentifricio (in pasta, gel o un mix dei due) permettono di eliminare la placca dentale, le macchie superficiali e i residui di cibo dalla superficie dei denti, delle gengive e della lingua.

I dentifrici sono composti da numerose sostanze : agenti pulenti e lucidanti, umettanti, aromi, detergenti, ecc. Contengono anche degli agenti terapeutici che permettono di trattare o prevenire diversi problemi del cavo orale, come ad esempio:  

Per utilizzare in modo corretto il dentifricio è consigliabile applicare 1 cm circa di pasta sullo spazzolino (per adolescenti e adulti) e di spanderlo su tutti i denti prima di iniziare a spazzolare.

Infine bisogna sciacquarsi bene la bocca evitando di ingerire i residui di dentifricio.  

Ogni quanto va sostituito lo spazzolino da denti?

È assolutamente necessario sostituire regolarmente lo spazzolino per evitare che vi proliferino i batteri, e per assicurarci che funzioni sempre correttamente.  

In genere si consiglia di cambiare lo spazzolino ogni tre mesi (i dentisti consigliano di non superare sei – sette ore di utilizzo complessivo), ma se dovessero evidenziarsi questi fattori occorre cambiarlo subito :

  • Le setole appaiono consumate, schiacciate o si dipartono in tutte le direzioni
  • Le setole si spezzano e la superficie dello spazzolino appare irregolare
  • Sono presenti dei depositi alla base delle setole

D’altra parte è sempre meglio sostituire lo spazzolino in seguito a una malattia o quando il sistema immunitario è indebolito.

In conclusione

Anche se ormai ci sembra un gesto familiare e anche un po’ banale, lo spazzolamento dei denti deve comunque rispettare alcune regole per essere davvero efficace : le più importanti sono sicuramente la frequenza, la durata e la tecnica di spazzolamento.    

Spazzolandoti con cura i denti per due minuti e due volte al giorno, se possibile con uno spazzolino elettrico, conserverai un sorriso smagliante per tanti anni a venire!  

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